Un collaboratore scolastico dichiarava di possedere un diploma, per l’accesso alle graduatorie, che non risultava mai essere stato acquisito. Intanto otteneva delle supplenze. E veniva chiaramente retribuito. La Procura ne chiedeva però il risarcimento del danno pari a quanto percepito.  Il convenuto si è difeso opponendo la propria buona fede ed eccependo di aver comunque diritto ad una parte della retribuzione per avere svolto mansioni che non richiedevano elevata professionalità, né quella prevista dal diploma dichiarato (di operatore dei servizi di ristorazione-sala bar), limitandosi alla pulizia e al riordino delle aule scolastiche, nonché alla piccola manutenzione.

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